Campionato Serie A
Questa stagione 2012/13 sarà caratterizzata, per il Cagliari, sull’onda della precedente, dalla continuazione dei problemi relativi allo stadio dove
giocare le partite interne. Un problema che, nonostante impegno e abnegazione, non solo non verrà risolto ma avrà un peggioramento e dei clamorosi
sviluppi extracalcistici. Per risolvere la questione, anche e soprattutto per riportare la squadra in Sardegna e comunque il più vicino possibile a
Cagliari, dopo l’esilio forzato della stagione precedente, il presidente Cellino pensa di adattare alla Serie A un altro stadio e la scelta ricade
sull’”Is Arenas” di Quartu Sant’Elena.
Intorno al campo vengono montate le tribune metalliche già presenti al Sant’Elia e il manto erboso viene completamente rifatto. Il risultato che si
ottiene, a tempo di record, con i soli mesi estivi a disposizione, sfruttati fino all’ultimo e lavorando di continuo, è un impianto con un manto erboso
ottimo e con spogliatoi assolutamente all’altezza così come sono soddisfacenti gli spalti. Purtroppo non si può dire altrettanto per quanto riguarda i
parametri di sicurezza per ciò che riguarda l’esterno della struttura, in funzione della massa umana destinata ad assistere agli incontri di calcio, che
non soddisfano appieno i paramenti richiesti per quello che è l’ordine pubblico.
La conseguenza è che il Cagliari potrà esordire nel nuovo impianto in tempo per l’inizio del campionato, ma lo dovrà fare a spalti vuoti. Quindi la grande
attesa per il pubblico per vedere i propri beniamini è destinata ad essere spostata al secondo impegno casalingo, quello contro la Roma. Ma quando,
proprio alla vigilia, viene, ancora una volta, negata l’autorizzazione ad accogliere il pubblico, il presidente Cellino perde la pazienza e invita i
tifosi a recarsi comunque allo stadio per protestare pacificamente. Un invito decisamente incauto in quanto si creano delle serie potenziali cause di
disordini e le autorità impongono il rinvio della partita. Tuttavia la Roma presenta reclamo e il Cagliari si ritrova così sconfitto a tavolino con il
punteggio di 0-3 senza nemmeno la disputa della partita, evento unico e clamoroso nella storia della Serie A.
L’abbraccio con i propri tifosi potrà dunque avvenire solamente in occasione del terzo impegno casalingo dei rossoblù, in occasione della sfida contro il
Pescara, in cui viene consentita l’apertura solo parziale agli spattatori. Tuttavia l’apertura al pubblico avviene solo in maniera eccezionale e tramite
deroghe e il Cagliari potrà giocare con i tifosi sugli spalti le partite a Quartu Sant’Elena solamente in nove occasioni. E nonostante l’impianto abbia
visto la disputa di incontri con molta affluenza di pubblico senza nessun problema, da febbraio non vengono concesse più deroghe e il Cagliari è
costretto a disputare altre tre partite a porte chiuse prima di emigrare, per il finale di campionato, ancora una volta a Trieste, come nel finire di
stagione di un anno prima.
Questo perché viene aperta da parte della magistratura un’inchiesta che accerta svariate irregolarità che
porteranno addirittura all’arresto del presidente Cellino e di svariati componenti dell’amministrazione comunale di Quartu Sant’Elena. Insomma, in questa
che è stata la prima stagione, da quando è stato inaugurato nel 1970, senza il Sant’Elia, il progetto di uno stadio alternativo e più moderno naufraga
miseramente e si rivelerà un fallimento.
Passando ad analisi tecniche sul campionato del Cagliari, partiamo con il rinnovo della fiducia
all’allenatore Ficcadenti, la quale, tuttavia, avrà durata breve. Infatti in occasione proprio dell’esordio casalingo con gli spalti aperti al pubblico,
ospite il neopromosso Pescara, i rossoblù, che vi giungevano esenti da vittorie, rimediano una figuraccia perdendo la partita e precipitando all’ultimo
posto, con il presidente Cellino che esonera Ficcadenti e affida la panchina a Pulga, con Lopez, allenatore della primavera ma sprovvisto di patentino per
la Serie A, a fare da secondo.
Detto del tecnico, rileviamo poche variazioni per quanto riguarda la rosa a sua disposizione. La più importante
novità riguarda Agostini, da nove stagioni in rossoblù. Non gli viene rinnovato il contratto e chiude la sua esperienza al Cagliari con un totale di 266
presenze in Serie A con questa maglia, quarto di tutti i tempi. Passerà al Torino dove, tuttavia, non scenderà mai in campo, dopodichè andrà al Verona in
Serie B al mercato di riparazione contribuendo alla promozione della squadra veneta. Cambia maglia anche Canini, buon protagonista in rossoblù negli
ultimi anni, che andrà al Genoa, nonché El Kabir, Gozzi e Sampaio che, viceversa, sono state delle meteore. A loro si aggiunge l’uruguayano Ceppelini che lascerà il Cagliari in occasione della
sessione invernale del calciomercato. Arrivano il difensore brasiliano Avelar, proveniente dal campionato ucraino, un altro difensore, Rossettini,
proveniente dal Siena e il centrocampista Casarini, in arrivo dal Bologna. Faranno il loro esordio in rossoblù due calciatori sardi cresciuti
calcisticamente nel vivaio, cioè il difensore Del Fabro e soprattutto l’attaccante Sau, di rientro al Cagliari dopo vari pellegrinaggi nelle categorie
inferiori e appena reduce da un campionato di Serie B da assoluto protagonista con il secondo posto nella classifica marcatori, con la maglia della Juve
Stabia. Sarà grande protagonista in questa stagione. In occasione della sessione invernale del calciomercato, detto di Ceppelini, registriamo anche
l’arrivo del suo connazionale Cabrera e l’addio al rossoblù di Larrivey, che rescinderà il contratto in cerca di una maggior fortuna calcistica che non ha
certo avuto nel Cagliari.
Il campionato dei rossoblù inizierà, anche per la annosa questione dello stadio, in maniera travagliata. Un
campionato che vedrà quattro squadre, cioè Atalanta, Sampdoria, Siena e Torino, penalizzate in classifica e che ha due importanti novità regolamentari:
la presenza di due arbitri di porta che coadiuveranno l’arbitro e la possibilità di portare in panchina fino a dodici calciatori.
La prima
partita, sul campo del Genoa, è perdente e gli fanno seguito due pareggi consecutivi. Il primo nel debutto, a spalti deserti, all’”Is Arenas” di Quartu
con un 1-1 faticosamente acciuffato per i capelli solamente al 90mo minuto contro l’Atalanta nonostante una superiorità numerica causa un’espulsione per
più di un’ora e due calci di rigore a favore, entrambi sbagliati, evento mai verificatosi nella storia del Cagliari in A . Il secondo a Palermo, ancora
una volta ottenuto nei minuti finali, grazie ad una rete di Sau, nel giorno della sua prima presenza in Serie A. Poi la nota vicenda della partita contro
la Roma e due sconfitte consecutive che portano il Cagliari sul fondo della classifica con conseguente avvicendamento in panchina.
Il nuovo
tecnico Pulga cambia radicalmente, almeno nel suo inizio, l’andazzo del Cagliari in campionato. La prima con il nuovo allenatore è una vittoria in
trasferta ed è la sesta volta negli ultimi sette campionati che il primo successo avviene lontano dalle mura amiche per il Cagliari. Le successive tre
partite sono tutte vinte ed è un primato eguagliato nella storia del Cagliari in A con quattro vittorie consecutive nello stesso torneo.
Con
la classifica che vede il Cagliari ad un buon settimo posto, inizia, però, un periodo di declino per i rossoblù, anche se il più delle volte è il
risultato e non la prestazione a mancare. Una serie di nove partite con soli due punti ottenuti con, per giunta, l'uguaglianza di un primato storico per il Cagliari in Serie A. Cioè sei
sconfitte consecutive, avvenimento già verificatosi nella stagione 1999/2000, che, in questo caso, accade tra la 14ma e la 19ma, cioè l’ultima di andata. Ed è proprio in questa
giornata, che il Cagliari cade per l’unica volta nel campionato, da quando c’è stato il cambio dell’allenatore, in zona retrocessione, perché, ancora una
volta c’è un repentino cambio di marcia, che porterà definitivamente i rossoblù in una zona tranquilla della classifica.
Nelle successive
tredici partite, infatti, il Cagliari verrà sconfitto una sola volta e si toglierà, tra le altre cose, la soddisfazione di sconfiggere la Roma sul suo
terreno. Dando anche vita a bellissime partite tipo il 4-3 ai danni del Torino o la vittoria per 2-0 a danno dell’Inter nella gara che segnava il ritorno
dei rossoblù a Trieste per il finale di campionato.
Questo successo, che porta il Cagliari al decimo posto, è la certificazione di una virtuale
salvezza che verrà consacrata dalla matematica a tre giornate dal termine, nello stesso giorno in cui si decide lo scudetto, e giustifica una parte finale
di campionato un po’ in tono minore anche dovuta alla nuova forzata lontananza dal pubblico di casa. Tanto per fare un esempio, la sconfitta in casa della
34ma giornata, disputata a Trieste, città distante più di 800 km in linea d’aria da Cagliari, avviene al cospetto di un’Udinese di sede a meno di 80 km.
Degna chiusura di un campionato, comunque, da archiviare assolutamente come positivo e terminato all’undicesimo posto, è il successo nell’ultima di
campionato contro la Lazio preceduto dal pari nell’ultima trasferta, maturato sul campo della Juventus, appena laureatasi Campione d’Italia per la seconda
volta consecutiva, al termine di un torneo che al vertice, è stato meno equilibrato rispetto alla stagione precedente con la Juventus ininterrottamente in
testa alla classifica per tutto il campionato, dalla prima alla trentottesima giornata e con nessuna squadra in grado di essere sua antagonista in maniera
continuativa.
Infatti se nel girone di andata la Lazio è riuscita a rimanere un minimo in scia, in quello di ritorno ha avuto un crollo
risultando la penultima in quanto a incremento di punti rispetto a quanto fatto all’andata, avendo totalizzato nella seconda parte del campionato ben
diciassette punti in meno, chiudendo solo al settimo posto.
Piazza d’onore quindi al Napoli, che è stato più costante e che ha ottenuto il
primato stagionale quale migliore attacco sia assoluto che in casa, dove è stata la squadra che ha ottenuto più punti di tutti, con la Juventus nettamente
superiore a tutti per punti in trasferta, dove è stata anche la squadra più vincente, quella meno sconfitta e quella con migliore attacco e migliore
difesa.
Sempre parlando di primati, quelli negativi toccavano quasi tutti al neopromosso Pescara che otteneva il primato assoluto per il minor
punteggio nel girone di ritorno, appena due punti, che lo faceva chiudere inesorabilmente all’ultimo posto in classifica nonostante, al termine del girone
di andata, fosse in piena corsa per il mantenimento della categoria.
A fare compagnia al Pescara nel terzetto delle retrocesse, sono stati il
Siena, a causa del suo disastroso finale di campionato, con sei sconfitte nelle ultime sei giornate di campionato e il Palermo, dopo otto consecutive
stagioni in A, che non riusciva a stare nella scia del Genoa, altra squadra costantemente in zona retrocessione. La squadra siciliana, infatti, appaiata in
classifica a quella ligure alla 34ma giornata al terzultimo posto, chiudeva il campionato con quattro sconfitte nelle ultime quattro gare dando così via
libera agli avversari, che chiudevano con un vantaggio sui rivali di sei punti.
Il Cagliari, che è stata la squadra con il maggior incremento
di punti nel girone di ritorno, rispetto a quello di andata, con quindici punti di differenza in positivo, ha schierato in questo campionato venticinque
calciatori, nessuno dei quali ha disputato tutte le gare di campionato. I più presenti sono stati Agazzi, Ibarbo e Nainggolan con trentaquattro partite
disputate, il più prolifico in quanto a realizzazioni l’esordiente Sau con dodici reti.